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Domande & Risposte

Indice delle Risposte

LE DOMANDE

 

1. Dove è il punto di massima ricaduta effettivo, considerando l’altezza del camino,la velocità dei fumi e la loro consistenza, la direzione e la forza prevalente dei venti?

2. Com’è stato valutato l’impatto del nuovo impianto sulla qualità dell’aria nel territorio circostante?

3. Quando e perchè si è scelto questa localizzazione di Selvapiana?

4. Quanti termovalorizzatori sono in funzione o in fase di costruzione in Italia? e in Europa?

5. Quando e da chi sono state valutate le alternative alla termovalorizzazione?

6. I comuni italiani che non hanno scelto di costruire termovalorizzatori, come hanno risolto il problema dei rifiuti?
7. Perché non costruire impianti di trattamento a freddo invece dei termovalorizzatori?

8. Come viene tutelata la salute dei cittadini?

9. Ci sarà un grave aumento del traffico pesante sulle nostre strade?

10. Come viene impiegato il ricavato della vendita dell’energia elettrica prodotta dall’impianto?

11. Dove si trova di preciso la discarica Le Borra di Figline rispetto alla zona di Gaville?

12. Che tipo di rifiuti verranno raccolti nella discarica Le Borra e come saranno stoccati?

13. Che tipo di polveri sottili verranno prodotte? Più fini dei PM10? E di quali materiali?

14. Quanta energia viene utilizzata in valori percentuali dall'impianto rispetto a quella prodotta?

15. L'energia prodotta dall'inceneritore gode delle sovvenzioni statali concesse alla produzione di fonti di energia rinnovabili?

16. Che ne è stato della infrazione inviata dalla Commissione Europea all'Italia nel 2003 che denunciava il fatto di dichiarare rinnovabile l'energia prodotta dagli inceneritori?

17. Siete a conoscenza degli studi sulle nanoparticelle e i PM2,5?

18. L'uso degli inceneritori non è in netto contrasto con la tendenza in tutta Europa di aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti e il loro riciclo?

19. L'inceneritore brucerà rifiuti non differenziati?

20.  Avete mai pensato di creare un impianto veramente ecosostenibile come impianti eolici o una Solar Tower?

21.  Abitereste vicino ad un inceneritore e alla sua discarica?

22.  Vorrei avere delucidazioni sull'impatto del termovalorizzatore in relazione alla produzione dei PM2 o nanoparticelle o come tecnicamente si chiamino.
E' stato fatto uno studio? Sarà fatto?

 

 

 

LE RISPOSTE

 

1. Dove è il punto di massima ricaduta effettivo, considerando l’altezza del camino, la velocità dei fumi e la loro consistenza, la direzione e la forza prevalente dei venti?


R.
Lo Studio di impatto Ambientale mette in evidenza che la massima ricaduta (tenendo conto dei fattori quali altezza del camino, portata, temperatura e velocità dei fumi, temperatura e pressione ambiente, ecc) è nell’intorno dell’impianto (circa 300 m).


2. Com’è stato valutato l’impatto del nuovo impianto sulla qualità dell’aria nel territorio circostante?

R.
L’impatto sulla qualità dell’aria del nuovo impianto è stato valutato con l’utilizzo di un modello di simulazione delle concentrazioni degli inquinanti nell’aria e nel suolo e tenendo conto dello stato attuale, così come descritto negli studi pubblici della Regione e delle autorità di controllo ambientale.


3. Quando e perchè si è scelto questa localizzazione di Selvapiana?

R.
La scelta della localizzazione è stata dettata da due considerazioni:
- utilizzare un’area già occupata da un impianto di questo tipo che doveva essere riqualificato;
- l’impianto è collocato nell’area che deve servire, e ciò limiterà l’impatto ed il costo del trasporto dei rifiuti su strada.
Le alternative tecnologiche e di localizzazione sono state studiate e valutate al momento della redazione dei piani di gestione rifiuti. Tali fasi si sono svolte a livello regionale e provinciale. Il piano provinciale è stato approvato nel 2002, sulla base delle indicazioni regionali.


4. Quanti termovalorizzatori sono in funzione o in fase di costruzione in Italia? e in Europa?

R.
Le statistiche di Federambiente contavano nel 2003 un numero di 38 inceneritori, per un totale di rifiuti inceneriti di 2.750.000 tonnellate annue. Attualmente sono in costruzione 10 nuovi impianti.
In Europa sono già in funzione 175 impianti.


5. Quando e da chi sono state valutate le alternative alla termovalorizzazione?

R.
Le alternative sono state studiate e valutate al momento della redazione dei piani di gestione rifiuti. Tali fasi si sono svolte a livello regionale e provinciale. Il piano provinciale approvato nel 2002, anche sulla base delle indicazioni regionali, ha scelto la termovalorizzazione in quanto tecnologia affidabile e sicura, sulla base di studi e valutazioni della esperienze a livello italiano ed europeo. Le alternative possibili sono state studiate e valutate in tale occasione.
La soluzione più congruente appare ancora oggi la integrazione fra raccolta differenziata, recupero e trattamento finale con termovalorizzazione. Quest’ultima consente di recuperare il contenuto energetico dei rifiuti residuati dagli altri trattamenti.


6. I comuni italiani che non hanno scelto di costruire termovalorizzatori, come hanno risolto il problema dei rifiuti?

R.
Le soluzioni più avanzate di raccolta e smaltimento dei rifiuti prevedono l’utilizzo integrato dei quattro capisaldi della gestione efficace del ciclo dei rifiuti:
1. raccolta differenziata
2. selezione e riduzione (trattamenti a freddo)
3. valorizzazione termica
4. discarica


7. Perché non costruire impianti di trattamento a freddo invece dei termovalorizzatori?

R.
L’impianto di temovalorizzazione è parte integrante della gestione integrata del ciclo di smaltimento dei rifiuti, di cui fa già parte l’impianto di selezione (trattamento a freddo) di Podere Rota (Terranuova Bracciolini – AR).

 


8. Come viene tutelata la salute dei cittadini?

R.
La costruzione di un impianto di termovalorizzazione è sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale. Se nel corso di tale valutazione emergono rischi per la salute e per l’ambiente l’autorizzazione non viene concessa.

 


9. Ci sarà un grave aumento del traffico pesante sulle nostre strade?

R.
No. Il maggior traffico causato dal potenziamento dell’impianto è calcolato in 8 autoarticolati al giorno che percorreranno solo strade extraurbane. Ciò è dovuto al fatto che l’impianto sarà rifornito con rifiuti trattati all’impianto di selezione di podere Rota a Terranuova Bracciolini.

 

10. Come viene impiegato il ricavato della vendita dell’energia elettrica prodotta dall’impianto?

R.
I ricavi della vendita dell’energia elettrica sono parte del bilancio totale dell’azienda e sono utilizzati per la riduzione delle tariffe di smaltimento fatturate a cittadini e aziende. L’impiego di tali ricavi è verificabile nel bilancio AER che è pubblico. Copia del bilancio viene trasmessa ai Comuni soci.

 

11. Dove si trova di preciso la discarica Le Borra di Figline rispetto alla zona di Gaville?

R.
La discarica de Le Borra è una previsione del Piano Provinciale di smaltimento dei rifiuti. E’ collocata all’interno dell’ex area mineraria e percorrendo la strada che da Gaville conduce al lago di S. Cipriano, dopo circa km sulla sinistra, in località Poggio Secco, c’è il sito de Le Borra. In ogni caso l’accesso alla discarica è previsto dalla SR 69 presso la località Carresi.

 

12. Che tipo di rifiuti verranno raccolti nella discarica Le Borra e come saranno stoccati??

R.
I materiali depositati nella discarica de Le Borra saranno le scorie pesanti (esempio, le ceneri del caminetto), ovvero le ceneri che escono dal fondo del forno e non le polveri leggere derivanti dalla filtrazione dei fumi. Si tratta di rifiuti speciali non pericolosi.

 

13. Che tipo di polveri sottili verranno prodotte? Più fini dei PM10? E di quali materiali??

R.
Le polveri sottili prodotte sono quelle residuali della filtrazione a maniche. Questa tecnologia consente elevatissimi gradi di efficienza (anche superiori al 99,9%). I materiali ricercati nelle emissioni sono quelli del D.Lgs. 133/2005 e tra questi: .
HCl Acido cloridrico - HF Acido fluoridrico - SO2 Anidride solforosa - NOx Ossidi di azoto
Polveri: CO Ossido di carbonio - COT Carbonio organico totale - Cd+Tl Cadmio+tallio - Hg Mercurio
Metalli pesanti: PCDD + PCDF Diossine e furani - IPA Idrocarburi policiclici aromatici
La normativa considera la misura delle polveri PM10, tuttavia l’efficienza tipica dei filtri previsti (anche superiore al 99,9) comprende anche polveri di dimensione inferiore al PM10, e riferite al PM2,5.

 

14. Quanta energia viene utilizzata in valori percentuali dall'impianto rispetto a quella prodotta??

R.
E’ previsto l’impiego di circa 800 kW a fronte di un recupero di circa 6.300 kW.

 

15. L'energia prodotta dall'inceneritore gode delle sovvenzioni statali concesse alla produzione di fonti di energia rinnovabili?

R.
La vendita di energia ai prezzi dei cosiddetti certificati verdi, costituisce un contenimento dei costi complessivi di smaltimento del materiale conferito all’impianto. Ad oggi la normativa consente di tenere conto di tale possibilità, in caso contrario non ne saranno presi in considerazione i vantaggi, a detrimento del costo unitario finale.

 

16. Che ne è stato della infrazione inviata dalla Commissione Europea all'Italia nel 2003 che denunciava il fatto di dichiarare rinnovabile l'energia prodotta dagli inceneritori?

R.
Sulla questione della rinnovabilità della fonte energetica è in corso a tutt’oggi un attento dibattito.

 

17. Siete a conoscenza degli studi sulle nanoparticelle e i PM2,5?

R.
Il tema è di attualità e si stanno moltiplicando gli studi e le pubblicazioni. Il nostro studio di impatto ambientale ha tenuto conto dei fattori di rischio che hanno un riscontro dimostrato scientificamente, altrimenti sarebbe stato un lavoro di ricerca ‘tout court’ e non di analisi degli impatti per l’impianto progettato.

 

18. L'uso degli inceneritori non è in netto contrasto con la tendenza in tutta Europa di aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti e il loro riciclo?

R.
La termovalorizzazione non è assolutamente in contrasto con la tendenza da Lei indicata; è a tutt’oggi uno dei capisaldi fondamentali di qualsiasi filiera di gestione dei rifiuti.

 

19. L'inceneritore brucerà rifiuti non differenziati?

R.
L’impianto brucerà rifiuti derivanti dalla selezione dei materiali già a valle di raccolte differenziate, effettuata nell’impianto di trattamento a freddo in corso di realizzazione presso Podere Rota in Comune di Terranova Bracciolini, ed eventualmente di materiali comunque residuali della raccolta differenziata locale. 

 

20. Avete mai pensato di creare un impianto veramente ecosostenibile come impianti eolici o una Solar Tower ?

R.
Gli impianto eolici e la Solar Tower da Lei citati, sono impianti per la sola produzione di energia elettrica, che non hanno attinenza quindi con l’impianto progettato da AER.

 

21. Abitereste vicino ad un inceneritore e alla sua discarica??

R.
Con lo studio di impatto ambientale si è dimostrata un’altissima attenzione alla ricaduta socio ambientale dell’impianto. Per fare ciò si è partiti dalla sorgente ovvero dalle fasi impiantistiche che producono inquinanti, ricercando la migliore soluzione tecnica per poi valutarne la ricaduta a sempre maggiore distanza. Il pensiero è stato quindi rivolto in primis al personale che lavorerà sull’impianto come soggetti maggiormente esposti ai risultati dell’attività. Va da sé che il cittadino sia ancora più tutelato.

 

 

22. Vorrei avere delucidazioni sull'impatto del termovalorizzatore in relazione alla produzione dei PM2 o nanoparticelle o come tecnicamente si chiamino.
E' stato fatto uno studio? Sarà fatto??


R.
Quelle che vengono normalmente identificate come polveri, sono in realtà costituite da un insieme vario di particelle solide o liquide che, a causa delle ridotte dimensioni, tendono a rimanere sospese in aria.

A seconda delle dimensioni, si distinguono in PM10: particelle con diametro inferiore a 10 micron (1 milionesimo di metro); PM2,5: particelle con diametro inferiore a 2,5 micron, prodotte da un'ampia varietà di sorgenti sia naturali che da attività umane.

Tra le principali sorgenti di polveri si trovano quelle naturali quali i vulcani ed i deserti; tra le principali derivanti da attività umane si hanno le attività industriali, il traffico veicolare, il riscaldamento civile.

Il termovalorizzatore I Cipressi sarà dotato di un filtro elettrostatico e di un filtro a maniche; i fumi quindi subiranno due filtrazioni. Tali filtrazioni hanno caratteristiche fondamentalmente diverse, e la somma delle due darà ampi margini di sicurezza. Queste tecniche di filtrazione sono disponibili già da molti anni, e l’efficacia è oramai consolidata (vedi http://www.feafrullo.it/emissioni.html  e http://www.meta.mo.it  ).

L’elettrofiltro è una macchina che, sfruttando le cariche elettriche delle polveri, è in grado di intercettarne una grande quantità fino a livelli di efficacia maggiori al 97%; la capacità filtrante tipica di questa macchina è l’intercettazione di polveri maggiori del PM10 ed inferiori al PM1.

Il filtro a maniche è una macchina composta essenzialmente da un grande contenitore nel quale sono inserite centinaia di maniche in tessuto filtrante speciale. I fumi devono obbligatoriamente passare attraverso questi tessuti, pertanto le poveri rimaste dalla filtrazione elettrostatica, vengono trattenute dai tessuti stessi. La capacità filtrante tipica di questi filtri è maggiore del 99,9% per le polveri PM10 e PM2,5.

Sono reperibili in rete alcuni test effettuati con protocolli di analisi supervisionati dall’EPA (Environmental Protection Agency) negli Stati Uniti, che dimostrano l’altissima capacità filtrante dei tessuti delle maniche suddette sulle polveri PM2,5 , maggiore anche del 99,99%.

Attualmente è in corso un acceso dibattito sulle polveri PM2,5 e sulla loro nocività, tuttavia si evince dallo Studio di Impatto Ambientale che l’apporto del termovalorizzatore alle polveri totali presenti nell’ambiente circostante, garantisce ampi margini di rispetto dei valori di salvaguardia ambientale e sanitaria ad oggi definite per il PM2,5, mentre l’apporto totale risulta ininfluente sulla qualità dell’aria rispetto alle polveri fini.

Lo Studio di Impatto Ambientale ha preso in considerazione sia il modello di dispersione e ricaduta delle polveri PM10 che delle polveri PM2,5. In questo secondo caso, per alzare il livello di cautela, si sono considerate tutte le polveri emesse come se fossero di dimensione PM2,5 e quindi più dannose, non ottenendo variazioni nei risultati. I valori risultanti sono largamente inferiori sia rispetto a quelli definiti dalla Commissione Europea, sia ai valori guida definiti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

 

 


 

IL TERMOVALORIZZATORE I CIPRESSI  di A.E.R. Ambiente Energia Risorse SPA
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