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Con il nuovo Impianto di termovalorizzazione i consumi idrici sono stimabili in circa 9.400 m3/anno, contro i 24.600 m3/anno necessari per l’impianto esistente, cioè, è prevista una significativa riduzione dei consumi di acqua, pari nel complesso a circa il 62%.
Viene garantita l’assenza di scarichi liquidi potenzialmente inquinanti (drenaggi industriali e acqua di prima pioggia) perchè tali liquidi verranno riciclati all’interno dell’impianto: guarda lo schema di funzionamento.
Le uniche acque scaricate all’esterno saranno costituite dagli scarichi civili e dall’acque di seconda pioggia che verranno indirizzati al sistema fognario esterno.
I rischi ambientali prevalenti in un impianto di termovalorizzazione per quanto riguarda la componente idrica sono quelli connessi all’attività di emissione di microinquinanti che per caduta o indirettamente per dilavamento del terreno possono raggiungere i corsi d’acqua. In questo caso tuttavia le analisi e le simulazioni di caduta effettuate dimostrano che tali impatti saranno del tutto non significativi.
E’ stato applicato un modello per il calcolo delle concentrazioni degli inquinanti (diossine, PM10 e Hg, Pb, Cd) nelle acque superficiali per il fiume Sieve, come ricaduta delle emissioni in atmosfera. I risultati del modello mostrano come i livelli di concentrazioni siano ben inferiori rispetto ai termini previsti dalla normativa (D. Lgs. 152/99).
IL TERMOVALORIZZATORE I CIPRESSI di A.E.R. Ambiente
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